Tutti in campo! Una giornata per il campetto del Pigneto
Domenica 21 dicembre dalle 9.00 alle 15.00 il campetto di calcetto davanti alla fermata della Metro C Pigneto torna al centro della vita del quartiere con una giornata aperta a tutti, dedicata allo sport, alla socialità e alla partecipazione attiva.
Un appuntamento pensato per valorizzare uno spazio da sempre vissuto e animato da bambini, ragazzi e persone di tutte le età, diventato nel tempo un punto di riferimento informale per la comunità locale.
Nonostante la mancanza di manutenzione e di cura, il campetto ha continuato a esistere grazie all’impegno quotidiano di chi ne riconosce il valore come luogo di incontro, inclusione e costruzione di legami. Oggi, però, il rischio che questo spazio diventi terra di nessuno è più concreto che mai. Da qui nasce la scelta, condivisa da numerose associazioni e realtà del territorio, di unire le forze e avviare un percorso di cooperazione che punta alla creazione di un Polo Civico del Pigneto, capace di affrontare in modo collettivo le sfide della cura, della rigenerazione e della gestione condivisa degli spazi pubblici del quartiere, a partire proprio dal campetto.
La giornata del 21 dicembre rappresenta il primo passo di questo percorso: un momento “al e per il campetto”, con partite di calcetto, attività per grandi e piccoli, una colazione sociale, musica e spazi di confronto aperti. Durante l’iniziativa sarà inoltre possibile compilare un questionario rivolto a chi vive il quartiere, per raccogliere bisogni, desideri e proposte sul futuro del campetto e, più in generale, degli spazi pubblici del Pigneto.
L’iniziativa è promossa da una rete ampia e plurale di associazioni e realtà locali, tra cui Cemea del Mezzogiorno, Libera, Arci Sparwasser, Nonna Roma, la Tana dei Cuccioli, il centro antiviolenza Martina Scialdone e tante altre, e si inserisce in un progetto vincitore del bando promosso da Roma Capitale – Ufficio di Scopo Giubileo delle Persone e Partecipazione, con il supporto operativo di Zètema Progetto Cultura. Un’occasione concreta per ribadire che la cura dei beni comuni nasce dal protagonismo delle comunità e dalla capacità di fare rete.