Piano Sociale 2024-2026 di Roma Capitale: un nuovo modello integrato di welfare cittadino
Roma Capitale ha approvato il Piano Sociale 2024-2026 con la Deliberazione dell’Assemblea Capitolina n. 183, definendo così la strategia triennale con cui l’Amministrazione intende programmare e coordinare il sistema dei servizi e degli interventi sociali in tutta la città.
Il Piano rappresenta lo strumento principale per analizzare i bisogni sociali della popolazione, definire priorità e obiettivi e individuare le azioni e le risorse necessarie – umane, finanziarie e infrastrutturali – per migliorare la qualità della vita dei cittadini. È un documento di indirizzo e al tempo stesso un impegno concreto nella costruzione di un welfare urbano sostenibile, capace di coniugare sviluppo sociale, equilibrio ambientale e coesione territoriale.
Il Piano Sociale Cittadino si configura come il disegno unitario del sistema urbano di welfare: un quadro di riferimento per le politiche sociali di Roma che garantisce, da un lato, una visione integrata a livello cittadino e, dall’altro, la possibilità di rispondere ai bisogni specifici dei singoli territori attraverso i Piani Sociali dei 15 Municipi, integrati in un unico documento dove è possibile trovarli tutti.
Questa impostazione rafforza la dimensione metropolitana e partecipata delle politiche sociali, valorizzando l’autonomia dei Municipi e promuovendo la costruzione di reti territoriali in grado di mettere in connessione istituzioni, realtà sociali e cittadini.
Nella Prefazione firmata dall’Assessora, Barbara Funari, moltissimi i riferimenti riservati al Terzo settore, il cui compito sottolinea è anche “politico e culturale” da non inghiottire in “un ruolo meramente gestionale”: “Il Terzo settore è un pilastro essenziale per il welfare di una città. È la società civile che si è organizzata, assumendo nel tempo forme sempre più strutturate. Nell’ultimo periodo in Italia sempre più esponenti del Terzo settore hanno preso parte a esperienze di co-programmazione e co-progettazione, in cui i diritti dei cittadini, i loro bisogni, le loro aspirazioni, sono state al centro di uno sforzo congiunto delle pubbliche amministrazioni e del Terzo settore stesso. Stiamo parlando della “amministrazione condivisa”: un’inedita condivisione di poteri e responsabilità tra enti pubblici e Terzo settore, chiamati a programmare, progettare e agire congiuntamente a favore delle loro comunità”.
Un piano, dunque, che guarda al futuro di Roma come a una comunità solidale, capace di coniugare diritti, prossimità e innovazione nel segno della sostenibilità e della giustizia sociale.
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