Emigrati. Non storie di cervelli in fuga, ma di ragazzi che scelgono
Sono Gianmarco, Alessandro, Paola, Crescenzo. E come loro tanti altri. Sono ragazzi con la valigia che non lasciano per lo stipendio, nè per percezione, ma perché, partendo, possono allargare la loro prospettiva di vita, guardare al futuro, chiedersi quali uomini o quali donne vorranno essere. «Se tornerei in Italia a parità di condizioni? Bella domanda. Ma la risposta è una sola: le stesse condizioni, semplicemente, non esistono».
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