A Roma un ciclo di laboratori sulla giustizia trasformativa con e per la comunità migrante
Prende il via a Roma un articolato percorso di laboratori sulla giustizia trasformativa, pensato con e per persone con background migratorio e rifugiato, con l’obiettivo di creare spazi sicuri di ascolto, cura e condivisione delle esperienze di vita.
Il ciclo di incontri si configura come un laboratorio di pratiche e consapevolezza collettiva: partendo dai corpi, dalle storie e dalle condizioni materiali della vita migrante, il percorso invita a interrogare e trasformare i sistemi che incidono sulle esistenze quotidiane – dalla scuola al lavoro, dalla salute ai documenti, dalla casa all’appartenenza.
Gli incontri si svolgeranno prevalentemente presso la Casa del Popolo di Torpignattara (via Benedetto Bordoni 50, Roma), con un appuntamento ospitato al Kif Kif Bar. I laboratori sono rivolti a piccoli gruppi per garantire uno spazio intimo, rispettoso e realmente partecipato, in cui ogni voce possa essere ascoltata.
Tra i moduli in programma, particolare attenzione è dedicata al laboratorio “Intersezionalità, Appartenenza e Nuove Narrazioni”, curato da Paule Yao e Alba Marina Ospina Domínguez, che lavorerà sulle storie, sul linguaggio e sulle narrazioni dominanti, per comprenderne i meccanismi e sperimentare nuove possibilità di riscrittura e restituzione.
Il percorso, al via dal 13 febbraio, affronta temi centrali come la giustizia trasformativa, i diritti, la libertà di movimento, il razzismo sistemico, il genere e il corpo migrante, le pratiche di self-advocacy e l’advocacy comunitaria, attraverso un approccio intersezionale e transfemminista. L’obiettivo è rafforzare strumenti di autodeterminazione e costruire pratiche collettive di cambiamento, a partire dalle esperienze dirette delle persone coinvolte.
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