Arene Decoloniali, a Roma una settimana di cinema e incontri sui femminismi decoloniali
Dal 7 al 13 settembre 2026 torna a Roma Arene Decoloniali, il festival promosso da Un Ponte Per che, per la sua seconda edizione, sceglie di mettere al centro i femminismi nati e sviluppatisi nei contesti segnati dall’esperienza coloniale e postcoloniale.
Attraverso cinema, documentari e incontri pubblici, il festival propone uno spazio di confronto sui legami tra genere, colonialismo, razzismo, memoria e resistenza, dando voce a prospettive spesso escluse dal dibattito dominante. Al centro della settimana ci saranno storie, esperienze e pratiche di autodeterminazione provenienti dall’Africa, dall’Asia Sud-Occidentale, dall’America Latina e dalle diaspore.
Il programma comprende 20 proiezioni, 7 dibattiti, una mostra e un premio. Ogni giornata sarà dedicata a un tema e introdotta da un momento di confronto con registe, studiose, attiviste e ospiti, seguito dalle proiezioni serali.
Si parte lunedì 7 settembre con una tavola rotonda dedicata a Femminismi e decolonialità: sguardi intrecciati, alla quale parteciperanno, tra le altre, Igiaba Scego e Rahma Nur. Nella stessa giornata sarà inaugurata la mostra “2026: Sguardi oltre i confini”, realizzata in collaborazione con Associazione Arte Altra. Nei giorni successivi il festival affronterà il rapporto tra colonialismo, cinema e trasformazione, il ruolo delle donne nelle resistenze anticoloniali, la costruzione e trasmissione della memoria e le esperienze dei femminismi saharawi, palestinesi e delle Americhe postcoloniali.
Tra le ospiti e gli ospiti figurano la regista Pocas Pascoal, Nadia Pizzuti, Ubah Cristina Ali Farah, Tezetà Abraham, Fatima Mahfoud, Cecilia Dalla Negra, Laila Hassan e Françoise Vergès. La giornata conclusiva, domenica 13 settembre, ospiterà anche un laboratorio, un incontro sui femminismi indigeni e l’assegnazione del Premio Arene Decoloniali 2026.
Ampio spazio sarà naturalmente riservato al cinema, con opere provenienti da differenti contesti geografici e generazioni. Tra i titoli in programma Surname Viet Given Name Nam di Trinh T. Minh-ha, Por Aqui Tudo Bem di Pocas Pascoal, Finding Sally di Tamara Mariam Dawit, Bush Mama di Haile Gerima e Alma del Desierto di Mónica Taboada-Tapia, oltre a una selezione di cortometraggi del Queer Cinema for Palestine.
Particolare attenzione è dedicata all’accessibilità: i film saranno sottotitolati in italiano e introdotti con la lingua dei segni, mentre l’arena sarà accessibile alle persone con disabilità motorie. Negli spazi del festival saranno presenti anche uno stand di libri curato dalla Libreria Griot e un’area food con Multi – cucina tradizionale etiopica e Resaka Brewing Tribe.
L’ingresso è gratuito e non è necessaria la prenotazione.
Il programma completo, con gli orari, gli incontri e tutte le proiezioni, è disponibile sul sito di Un Ponte Per: https://unponteper.it/it/arene-decoloniali/